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Tra vino vegano e liquore alle fragole le nuove tecniche

Il ritorno alle origini come scelta per un’innovazione intelligente. Sempre più aziende campane del settore agroalimentare riscoprono antiche tecniche di produzione e le innervano con moderne soluzioni, creando filiere produttive e percorsi aziendali destinati a competere sul mercato nazionale, e non solo. Una scelta che è già stata premiata nell’estate 2014 dal ministero per le politiche agricole e forestali che ha portato quattro imprese campane a New York, alla Summer Fancy Food Show, una delle più importanti del mercato nordamericano per l’agroalimentare. Quattro realtà guidate da giovani imprenditori, tra le venti aziende agricole innovative meridionali di imprenditori under 35.

Due aziende si trovano in provincia di Salerno, una in Irpinia e l’altra a Benevento. Investire sulla filiera corta, innestare in pratiche antiche nuove tecniche, monitorare la produzioni, introdurre nuove modalità di promozione e di commercializzazione, puntando su comunicazione, packaging e e-commerce: è questa la ricetta dei giovani manager che stanno trasformando il settore dell’agroalimentare in Campania. Se la produzione del vino e quella dell’olio extravergine conta ormai sulle denominazioni di origine controllata e su quelle di origine protetta, altri prodotti si vanno affermando sul mercato recuperando antiche pratiche contadine e innestando le filiere con innovazioni e sperimentazioni di qualità. Rino Corbo ha 26 anni, con suo padre Lino ha puntato tutto sul biologico, affermandosi in Germania, Polonia, Austria e Inghilterra. La sua azienda Fontana Reale si trova in contrada San Giovanni a Caprara, a Benevento, 12 ettari di vitigno, 50 mila bottiglie all’anno, le uve Aglianico, Falanghina e Greco vengono raccolte e vinificate nella cantina che presenta caratteristiche tecniche innovative sia per il controllo automatico delle temperature sia per la fase di affinamento in acciaio e in barrique. Prodotto di eccellenza è lo spumante 100 per cento biologico da uva Falanghina (il bianco) e Aglianico (rosato), imbottigliato utilizzando zuccheri prodotti in zona.

 

La sua è un’azienda biologica, vincitrice di premi come il «Douja d’Or» di Asti e l’Oscar green della Campania. Innovazione per Rino Corbo oggi vuol dire vino vegano. La sua sarà la prima cantina nel meridione ad etichettare “animal free”, sostituendo nel ciclo di affinamento del vino sostanze animali come caseina e colla di pesce con elementi vegetali. Le bottiglie biologiche e vegane costano un po’ di più, ma sono molto richieste in Germania. Dal Sannio al Cilento. «Osservando i miei genitori al lavoro — racconta Enrico Foti dell’azienda Mellis di Postiglione — ho pensato di creare un prodotto di qualità, rendendo multifunzionale l’impresa di famiglia dedicandosi essenzialmente alla produzione e raccolta di fragoline di bosco di prima scelta da utilizzare per il nostro liquore e all’apicoltura». Foti ha registrato il marchio «Mellis», ha lavorato molto sul packaging, ha puntato tutto sul liquore «Fragolino », con una produzione artigianale, 3500 bottiglie all’anno, che, a differenza di quella industriale, utilizza frutta biologica, 110 grammi di fragole in ogni bottiglia. Sempre guardano alla tradizione, Foti ha ripreso a utilizzare la tecnica del sovescio con il favino, per arricchire di azoto il terreno.

 

A Roccadaspide, nel salernitano, Gianni Guerra, 40 anni, ha rilanciato la lavorazione delle castagne Roccadaspide Igp e investito sui fagioli di Controne presidio Slow Food. E per poter controllare tutta la filiera produttiva ha installato nel suo laboratorio un mulino con macina in pietra, realizzato in Austria, che gli consente di ottenere farina di ceci, di fagioli e di castagne certificate senza glutine. «Grazie alla lotta biologica — spiega Guerra — contiamo tra qualche anno di recuperare pienamente la produzione di castagne. La scelta di innovazione che abbiamo compiuto è quella di essere in sintonia coi tempi della natura. Oltre ai fagioli di Controne produciamo i ceci neri e i fichi secchi, e confezioniamo crema di castagne, mosto, castagne al rum. Ho investito molto sull’immagine dell’azienda, con un nuovo logo e confezioni di qualità. Grande attenzione mettiamo nel promuovere le nostre specialità in fiere e saloni gastronomici». Anche i prodotti del sottobosco come origano e asparagi spontanei vengono raccolti e confezionati, un modo per mettere sul mercato essenze aromatiche che crescono tra le alture incontaminate del parco del Cilento.

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