un pò di storia

Il dilemma che sorge quando si deve parlare dell’azienda agricola Fontana Reale, è di cosa raccontare prima, se della sua storia o del luogo amèno dove è situata.La storia ha inizio quando, a cavallo dei secoli XVIII e XIX, la famiglia Corbo rilevò dalla Commenda della Capraia, una delle tante proprietà appartenenti allo Stato Pontificio, il territorio che attualmente è occupato da tre contrade (San Giovanni a Caprara appunto, Caprarella e Torrepalazzo), ma dopo varie vicissitudini riuscirono a tenerne solo una parte, il territorio di San Giovanni a Caprara.L’azienda agricola Fontana Reale sorge sul dorso della collina alle spalle della città di Benevento, ad un’altezza di circa 380 metri s.l.m., con vista sulla splendida vallata del fiume Calore, interamente rivestita da vigneti e oliveti che si estendono fino alle pendici del massiccio formato dai monti Taburno-Camposauro, regalandoci un’esplosione di colori che si avvicendano con il cambiare delle stagioni, dal verde brillante delle foglie in primavera, alle varie tonalità di rosso e di giallo dell’autunno, tanto da farlo sembrare un campo di fiori.L’azienda produce vino, olio e miele da agricoltura biologica ed ha un’estensione di circa 10 ettari, coltivati prevalentemente a vigneto, uliveto, frutteto ed in piccola parte ad ortaggi, seminativi e foraggere per allevamenti, oltre ad attività apistica. Confinacon i comuni di Torrecuso ad ovest e di Fragneto Monforte a nord, ed è raggiungibile da Benevento seguendo la vecchia S.S. 88 direzione Fragneto Monforte.

E’ possibile visitare l’azienda previo appuntamento.

 

Il territorio

Il Sannio Beneventano è terra caratterizzata da borghi antichi e paesi verdeggianti dovuti proprio ai vigneti ed uliveti che da sempre influenzano non solo il paesaggio ma la vita stessa della popolazione sannita, legata inscindibilmente a tali colture.

Già i monaci avevano introdotto in tle territorio la coltura della vite, cosa che fu continuata dai successivi proprietari sperimentando vitigni e tecniche di vinificazione e cercando di preservare nel contempo fertilità del terreno e biodiversità con tecniche agronomiche che già allora si rifacevano al concetto attuale di agricoltura biologica.

Il terreno è collinare, argilloso-calcareo, acclivo e pietroso ed offre le migliori condizioni pedoclimatiche per tali produzioni.

Abbiamo ereditato parte di questo territorio unitamente alla passione per la terra e per il vino e alla raccomandazione di preservarlo così come hanno fatto i nostri padri, avulso da inquinamenti da concimazioni chimiche e da veleni vari quali insetticidi, diserbanti e antigrittogame di sintesi.